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domenica 13 aprile 2014

[Sogni e visioni] Monumenti di Memorie

[Inauguro con questo post, un nuovo  tag di cui avevo parlato all'inizio dell'anno]




Siamo monumenti di memorie sedimentate che ci muovono dall'interno, crittografie di linee e ponti e collegamenti con ciò che anticamente ci ha dato origine. Origine che permane nel suo dileguarsi paleontologico, nella sua deriva di tempo che pure mantiene sottili fili di sonda, echi di sonar, palombarità dissimulate in movimenti in superficie. Siamo sedimenti che oscillano come quadri di Arcimboldo, un pò disegnati da noi stessi, ma in gran parte da un lontano ecosistema che ci attraversa, ecosistema tutto intrecciato di leggere ombre e suoni e sbuffi e ooooh, e aaaah, e ghirighirighiri, guarda l'orsetto! dormi dormi bel bambino, un frullio di tende di trine che lo sguardo rincorre insieme allo zigzagare delle forme della carta da parati sbiadita color albicocca e mio padre che ascolta la domenica mattina il Trovatore mette sul giradischi dischi di vinile e partono i suoni del coro o l'ouverture. Siamo profonde lunghe disseminate stratificazioni di oggetti, ammoniti, trilobiti dell'anima sulle nostre Dolomiti quotidiane, cercando il dolo più mite, non come quando, allora, le faglie stridevano l'una contro l'altra e il lupo nero era un vero lupo, e il ragno appeso nel corridoio buio era un mostro avido, e la straga di Hansel e Gratel mangiava i bambini sul serio e Frankenstein faceva capolino nella sua maschera grottesca sulla soglia della camera dove i nostri letti a castello di metallo arancione luccicavano sotto le luce della tua scrivania sulla quale tenevi gelosamente le cassette dei Deep Purple, dei Santana, dei Queen. Ogni tanto, nel silenzio di queste stanze attraversate dal vento ancora caldo dell'estate, ritrovo qualche fossile, la foto in bianco e nero, la vecchia pipa di mio nonno, il barattolo di alluminio leggerissimo dove mia madre metteva lo zucchero, il tavolo del tinello con su il vetro verdino, e sotto il vetro intravedevi, come in un acquario attraversato dalla luce primaverile, le figurine romantiche della caccia alla volpe, dei cani, dei corni e dei cavalli, aggrovigliati tutti insieme in un evanescente aurorale sottobosco inglese dello spirito, che si muove nel suo tempo transeunte.

mercoledì 1 gennaio 2014

New Year, New Tags



Buon 2014, innanzitutto, nella speranza che chi mi legge o di solito passa di qui abbia passato un divertente e catartico San Silvestro. Questo post di apertura del neonato anno nuovo si concentrerà su alcuni aspetti relativi ad un leggero ma significativo riassetto del blog, che vedrà l'introduzione di due nuove tags. E' da un pò che ci penso in verità. Il blog infatti, nato ufficialmente nel lontano 2003, è andato trasformandosi nella forma e nei contenuti, passando dalla obsoleta piattaforma di Splinder, a quella di Blogspot, sulla quale ci si trova bene, tutto sommato (la foto più sopra, del fotografo Juan Manuel Castro Prieto, faceva da sfondo al blog originario). Il cambiamento più significativo, non so se ve lo ricordate, avviene però qualche anno fa, quando il blog prende la decisa forma di un blog di recensioni cinematografiche, con particolare riferimento al Cinema Perturbante:
luogo di esplorazioni di quel particolare genere/sottogenere della cosiddetta Cultura Popolare cui i fratelli Lumiere hanno dato vita negli stessi anni in cui nasceva la Psicoanalisi attraverso l'opera di Sigmund Freud. Devo a Elvezio Sciallis, alla sua sensibilità, alle sue eccellenti recensioni sul blog che allora teneva su Blogspot, e ora tiene su Wordpress in Malpertuis alle sue riflessioni profonde su Cinema e Postmodernità, l'idea di quel cambiamento di passo di "Ulteriorità Precedente". Dopo un breve passaggio a HorrorMagazine, dove sono presenti alcune mie recensioni pubblicate anche qui, successivamente il blog è andato crescendo, sono aumentati i "lettori fissi" (non una folla, ma un numero per il nostro piccolo, più che soddisfacente), molte recensioni qui pubblicate sono state "catturate" da La Tela Nera, altre inserite, sotto forma di scheda o di recensione più lunga, nello Spazio Cinema del sito ufficiale della Società Psicoanalitica Italiana: tutte piccole cose che tuttavia danno la giusta misura che si sta facendo un lavoro apprezzato, sebbene artigianale, come quello di Geppetto,
per così dire ( ma senza Geppetto non ci sarebbe Pinocchio, e la Balena, e la Fata Turchina, e tutta la storia che dalla modesta casetta di Geppetto è saltato fuori). Arrivati alla fine di questo ciclo (10 anni esatti: 2003-2013!) "Ulteriorità Precedente" sente dunque un pò il bisogno di dare il segno di una crescita che è realmente avvenuta. Sente il bisogno di spingersi un pò fuori dalla recensione filmica in quanto tale, e di volgere lo sguardo sul mondo complesso che viviamo, pur mantenendo solidamente l'imprinting recensorio (sia ben chiaro). Ecco dunque uno delle due nuove tag: Riflessioni su. In questa categoria andranno a cadere post che riflettono su avvenimenti di cronaca, di cultura, di politica che possono stimolare pensieri in varie direzioni. Partiremo ad esempio, e a breve, con un post sulla vicenda di Caterina Simonsen, di cui ha parlato molto saggiamente anche Vito Mancuso in un recente articolo su Repubblica. La seconda tag è un ritorno in realtà: Sogni e Visioni, un insieme di post derivanti da spunti narrativi liberi, in una "prosa poetica", visionaria, appunto, più legata ad esprimere in parole sensazioni ("di controtransfert positivo", potrei dire in termini psicoanalitici), che a uno stile argomentativo-critico come avviene invece negli altri post. Direi che questo secondo tag è stato certamente evocato da uno dei miei padri ispiratori psicoanalitici, e cioè da Christopher Bollas, che continuo a ritenere, insieme a Ogden, uno dei maggiori psicoanalisti viventi (molto winnicottiano aihmè, con buona pace di Lacan e dei suoi attuali allievi).
 Come vedete si tratta di due tag che asimmetricamente evidenziano due dimensioni entrambe attivate nell'atto dello scrivere, e cioè la dimensione della realtà esterna, nonché quella della realtà interna, quest'ultima fondantesi essenzialmente sulle free associations evocate dalla realtà esterna medesima. Questi due nuovi (e vecchi insieme, "ulteriori e "precedenti" diciamo) elementi che arricchiranno il blog, mi sembra rappresentino un buon modo per aprirsi mentalmente ad un 2014 che sia anche anno di riflessioni sulle forme di scrittura come quelle dei blog che teniamo, dei nostri laboratori di falegnameria amatoriale, delle nostre casette di Geppetto.                                                                                       (nell'ultima foto a destra, Christopher Bollas)