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sabato 19 dicembre 2015

Strenne natalizie 2015

                         


E' da parecchio tempo che lascio il blog in un angolo della mia mente, complici i soverchianti impegni lavorativi, il lavoro coi pazienti, le pubblicazioni in corso (un articolo appena uscito sulla Rivista di Psicoanalisi, un libro scritto con alcuni colleghi, che uscirà sperabilmente entro la primavera del 2016, una mia recensione sulla rivista Gli Argonauti, la scrittura di un mio libro sull'attualità del Perturbante freudiano, lavoro che mi porta via tempo ed energie inenarrabili). Il blog ne risente, non c'è dubbio, ma forse si profila uno spiraglio, che si intravvede nelle vacanze natalizie che stanno cominciando a gettare le loro luci nell'oscurità afosa dei mille lavori in corso. Approfittando di queste deboli luci, ecco dunque alcuni modesti suggerimenti letterari e "visionari" per i regali di Natale che ci accingiamo a completare. Si tratta di libri e altro che possono essere naturalmente utili agli amanti del genere perturbante. Ma anche a chi si vuole avvicinare al genere stesso. 

Cominciamo decisamente con l'ultima fatica di Joe Lansdale, Honky Tonk Samurai (Einaudi Stile Libero, Pagg. 432, Euro 19,50). Con questo volume il nostro riprende e prosegue la saga di Hap & Leonard, e il semplice incipit fa venir voglia di leggere di corsa questo libro e di goderselo davanti al camino in ciabatte, nelle agognate ferie di Natale, centellinandolo come un buon vino toscano, dell'annata giusta.  E' difficile poi che Lansdale deluda: il suo ritmo è scoppiettante, trascinante, vitale, lavico. Non può mancare sotto l'albero di Natale.


                                             



Procediamo con un altro Autore che non può mancare nelle nostre librerie, e se dovesse mancare, quale occasione migliore per farselo regalare a Natale? Si tratta di Pierre Lemaitre, e del suo bellissimo, straniante, perturbantissimo L'abito da sposo (Fazi, Pagg. 335, Euro 16,50). Un noir da far accapponare la pelle, con due protagonisti davvero diabolicamente disegnati da un Autore che scrive i propri romanzi con la perizia narrativa e drammaturgica di un orologiaio svizzero tanto ossessivo quanto creativo. Mente geniale, sottilmente attraversata da un'ironico, distruttivo pessimismo nei confronti dell'umanità intera, che però sa sublimare egregiamente in una scrittura elegante e coinvolgente nella forma e spiazzante nei contenuti. Da leggere e regalare senza se e senza ma.

                                                     



Passiamo adesso ad un cofanetto che contiene una serie televisiva sulla quale avevo pensato addirittura di scrivere una recensione, non fosse per la tirannide del tempo, di cui accennavo all'inizio. Sto parlando di The Strain, della Fox, ideata da quel calibro da novanta di Guillermo del Toro, personaggio con tutti i difetti che vogliamo, ma qui molto ispirato (io ho visto le prime due stagioni della serie, e considerando che non amo nè le serie, nè tanto meno recensirle, capirete che deve essermi proprio piaciuto, per qualche motivo per ora a me ancora inspiegabile, questo maledetto "The Strain"). Da regalare assolutamente agli amanti delle serie televisive, che, tra parenti e amici vari, sono sicuramente molti (la sequenza della bambina che uccide il padre nella vasca da bagno, è davvero notevole credetemi).

                  


                                        



Venendo a cose più psicoanalitiche, non posso che segnalare un libro di recentissima pubblicazione, che contiene i più creativi sviluppi del pensiero teorico e clinico di area bioniana: The Bion Tradition (a cura di Howard B. Levine e Giuseppe Civitarese, Karnac Books, Sterline 55,00). E' un libro molto importante, perché ci mostra, attraverso gli scritti dei più illustri psicoanalisti contemporanei, dove va la Psicoanalisi del futuro, quali sono i territori inesplorati che questa disciplina si accinge ad esplorare, quali sono gli orizzonti verso cui si sta muovendo. Per tutti i cultori della materia, addetti o meno ai lavori, gran regalo che muove lo spirito ad altrettanto grandi e profonde riflessioni. 

                                   

Per ora mi fermo qui, sperando di trovare davvero il tempo, durante le vacanze natalizie, di farmi ancora accendere dal mio indomito sacro fuoco recensorio. Di cose viste e di cui parlare ne avrei peraltro molte. Faccio solo qualche esempio: "The Diabolical" (2015), di Alistair Legrand; "Howl" (2015), di Paul Hyett; "The Pack" (2015), di Nick Robertson. Per non parlare dei film che usciranno l'anno prossimo, tra cui "Before I Wake" di Mike Flanagan. Insomma, un bel pò di roba, che il tempo tiranno mi sottrae, ma che lavorerò sodo per recuperare. 
Nel frattempo il sottoscritto e il suo blog augurano BUON NATALE!

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